Rurouni Kenshin il samurai vagabondo(con gdr di kenshin)

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view post Posted on 17/7/2006, 10:04Quote
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...Una spada è un'arma... L'arte della spada è l'arte dell'omicidio... Questa è la verità. Quanto dice la signorina Kaoru solo solo melense sciocchezze pronunciate da chi non ha mai sporcato di sangue le proprie mani. Tuttavia, io preferisco le sciocchezze melense della signorina Kaoru alla verità e prego Dio perché venga un futuro in cui le sue sciocchezze melense diventino la verità.

Non ha importanza... Usa pure qualsiasi tecnica tu voglia. Però, una volta che ho detto 'Ti ammazzo' la tua morte è assolutamente certa.

La vera risposta non viene combattendo, ma vivendo la tua vita mentre paghi per i tuoi peccati...

Nome: Kenshin Himura, nato Shinta Himura e conosciuto anche come l'assassino Battosai e Himura Battosai.

Età: Nell'undicesimo anno dell'Era Meij (1878), quando inizia la narrazione ufficiale del manga, ha circa 28-29 anni.

Scuola d'arme: Hiten Mitsurugi Ryu, tecnica di spada considerata perduta ed esercitata soltanto da Kenshin stesso e dal di lui maestro, Hiko Seijuro. Si basa sulla velocità e sulla perfezione degli affondi, in uno stile cruento ed implacabile. Il soprannome di Kenshin, Battosai, deriva infatti dallo straordinario virtuosismo con cui domina questo stile di spada, in particolar modo dall'aver perfezionato un aspetto di questa scherma, riuscendo a portare due attacchi sguainando la propria katana (Battosai vuole appunto dire 'colui che colpisce due volte').

Storia: Shinta Himura nasce in un povero villaggio di contadini della prima metà del 1800). Perduti entrambi i genitori in tenera età, a causa di un'epidemia di colera, viene raccolto da dei mercanti di schiavi, gettando i semi di una nuova famiglia con alcune donne del gruppo. L'equilibrio trovato ha breve vita, infatti il gruppo viene trucidato in un'imboscata da dei predoni delle montagne e solo Shinta si salva fortunosamente grazia all'intervento di un misterioso e solitario guerriero, Hiko Seijuro. Quest'ultimo decide di prendere il bambino con sé e di farne il proprio discepolo, donandogli insieme ad una nuova vita anche un nuovo nome: Kenshin, il cuore della spada. Divenuto adolescente ed uno spadaccino di raro talento, gli giunge voce della rivoluzione imperialista sorretta dai samurai per la creazione di un nuovo Giappone. Conquistato dagli ideali e dalla speranza di poter creare un mondo migliore, dopo un acceso litigio con il suo maestro, abbandona le montagne per unirsi ai rivoluzionari. Pone la sua spada al servizio di Katsura Kogoro, il leader degli Imperialisti del Choshu. Negli anni della rivoluzione, Kenshin diventa così il più inafferrabile ed insuperabile guerriero degli Imperialisti. Soldato in prima linea, sicario e guardia del corpo, ad ogni ordine che riceve si lascia alle spalle una pioggia di sangue ed innumerevoli vite stroncate. Nasce la sua leggenda di morte, nasce la leggenda dell'assassino Battosai. Con la fine della rivoluzione, il crollo del feudalesimo e l'avvento della pacifica Era Meiji, Himura Battosai scompare nel nulla. Undici anni dopo, compare a Tokyo un rurouni, un samurai vagabondo, e la katana che porta al fianco è una spada che non può uccidere, essendo la sua lama montata al contrario rispetto al senso tradizionale. Kenshin Himura, samurai vagabondo, usa la sua spada a lama invertita per proteggere i deboli con cui si incrocia la sua strada, avendo giurato di non uccidere mai più.

Caratteristiche personali: Protagonista assoluto della storia, Kenshin è una figura sorprendente che rivela al lettore i propri inaspettati segreti lentamente, quasi con una confidenza che si acquista col trascorrere del tempo. Si contraddistingue da subito per il suo modi miti, gentili e rispettosi che mai farebbero intuire il suo passato sanguinario di samurai-assassino.

Il Kenshin di cui il manga racconta le gesta si presenta come un personaggio profondamente strutturato, la cui psicologia è formata da una lunga evoluzione che si percepisce nell'affiorare del suo passato. Nonostante l'aspetto esile, delicato ed adolescenziale, Kenshin, infatti, è un uomo trentenne, non l'adolescente problematico tipico protagonista dei manga per ragazzi. E' dai flashback dedicati al suo passato che emergono le tappe fondamentali della sua maturazione, da bambino a ragazzo e da ragazzo uomo, pagine illustrate che sono tra le migliori mai portate nel nostro Paese.

Bambino dalla storia triste e sfortunata come centinaia d'altri nel suo tempo, il piccolo Shinta conosce giovanissimo la morte, il sangue ed il massacro, perdendo i suoi affetti e ponendosi di fronte a ciò con una compassione ed al contempo un distacco che colpiscono il misantropo Hiko Seijuro.

Adolescente idealista e passionale, il giovane Kenshin uccide notte dopo notte nei tempi sanguinari della guerra civile sorretto dal suo obiettivo più alto, ma ogni vita che spezza è sangue che si posa sulla sua anima.

Samurai vagabondo in quell'epoca per la cui venuta la sua spada fu fondamentale, epoca comunque corrotta dove sempre esistono oppressi ed oppressori, Kenshin Himura è un uomo che incide nell'espiazione il resto della propria vita, poiché per il peso del sangue versato, la propria morte non sarebbe una resa sufficiente e perché, soprattutto, qualcuno ha sacrificato la propria vita per salvare la sua nel segreto celato dalla cicatrice a forma di croce sulla sua guancia.

L'espiazione è nell'aiuto che porta ai bisognosi e nell'umiltà con cui vive il quotidiano.

La sua sofferenza spirituale è sempre vissuta con grande riservatezza, la cui dolente profondità si intuisce proprio per lo stridente contrasto tra il suo passato di sangue e la sua natura gentile.

L'eccezionale resa originale di Kenshin, purtroppo, non può essere parimenti espressa nelle traduzioni adattate. In particolar modo è proprio il registro espressivo da Kenshin usato ad essere la cartina di tornasole del suo stato d'animo: nel suo presente di samurai vagabondo, Kenshin si esprime usando, trai vari registri della lingua nipponica, quello che lo pone sempre in una condizione più umile e rispettosa nei confronti del suo interlocutore. Questo suo aspetto cambia radicalmente nel corso di determinati duelli, contro avversari che, o per eccezionale bravura d'arme o per comportamenti di imperdonabile meschinità, incendiano la sua rabbia oltre i limiti che si è imposto. In simili frangenti il rurouni torna ad essere Battosai, poiché decide di combattere con l'intenzione di uccidere: cambia il suo tono di voce, che da quieto e rassicurante diventa cupo e mortale, cambiano le sue percezioni, cambia in modo terrificante il suo sguardo (nella serie animata per evidenziare questo aspetto il colore dei suoi occhi cangia da un innocente e delicato violetto ad un'ambra dorata, ardente ed assassina).
 
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