 Millennium Member
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Non mi interessa il passato delle persone... Non è all’assassino Battosai che sto chiedendo di fermarsi. Lo sto chiedendo al samurai vagabondo.
Se sconfigge questa persona, tornerà com'era una volta e vagabonderà di nuovo. Papà e mamma sono morti... e se Kenshin mi lascia, io... sarò di nuovo da sola! E io non voglio essere sola!
Bentornato a casa, Kenshin
Pensavo finalmente di averlo riavuto con me... Ma il cuore di Kenshin è ancora da un’altra parte...
Nome: Kaoru Kamiya
Età: Nell'undicesimo anno dell'Era Meij, quando inizia la narrazione ufficiale del manga, ha 17 anni.
Scuola d'arme: Kamiya, ovvero una particolare interpretazione del kendo (la scherma che usa le spade di legno) che predilige la difesa all'offesa, secondo la filosofia la spada debba essere usata per proteggere e non per uccidere. Fu fondata dal padre di Kaoru e quest'ultima, in seguito alla morte del genitore durante la guerra civile, decise di assumersene l'eredità, trasmettendone gli insegnamenti nella palestra di famiglia.
Storia: Indomita diciassettenne che dirige da sola la palestra di famiglia, la strada di Kaoru si incrocia con quella di Kenshin mentre la ragazza percorre le vie di Tokyio decisa a scontrarsi con il sedicente Battosai, che semina la morte infangando il nome della sua scuola d'arme. Di fronte alla mitezza di Kenshin (ed alla sua spada a lama invertita, incapace di uccidere nessuno), Kaoru deduce che quel bizzarro rurouni non può essere l'assassino leggendario da lei cercato. Soccorsa dal samurai dopo aver avuto la peggio contro il suo avversario, per sdebitarsi, lo invita a fermarsi come suo ospite. Aiutata da Kenshin a fermare l'impostore sanguinario, nel corso dell'evento il samurai le rivela come egli sia davvero il leggendario assassino di cui si erano perse le tracce da oltre dieci anni. E' in questo frangente che Kaoru sorprende Kenshin, rinnovandogli comunque la sua ospitalità, un gesto di diretta generosità che colpisce profondamente il ruroni, in quanto per la prima volta gli è offerta fiducia nonostante il suo passato. Kaoru comprende a livello istintivo la gravità delle ombre nel cuore di Kenshin, vivendo nell'inquietudine che un giorno, quando l'assassino che il rurouni cova nel cuore si desterà nuovamente, questi riprenderà il suo vagabondare, cosa che avviene in occasione della missione di Kyoto contro Shishio, gettandola in uno stato di profonda prostrazione. Raccoglie, infine, il coraggio di seguire Kenshin, per ricordargli come adesso abbia un luogo dove ritornare. La prova più grande cui è sottoposta è il ritorno di Enishi e la scelta di Kenshin di raccontare il suo passato, svelando il segreto celato nella cicatrice a forma di croce che gli sfregia la guancia.
Caratteristiche personali: Kaoru è un personaggio che si contraddistingue per due doti in particolare: fiducia nel prossimo e profonda generosità. Come donna, incarna una femminilità ingenua e freschissima, una bellezza spontanea, del tutto incapace di artifizi e seduzione. All'inizio della vicenda, Kaoru è una vivace ragazza di soli diciassette anni, divisa tra il sentirsi una donna adulta e la passionalità senza filtri dei sogni adolescenziali. I suoi sentimenti per Kenshin maturano ben presto nel corso degli eventi, da un iniziale senso di possesso un po' infantile ad un amore intenso e profondo, sentimento che il samurai vagabondo rivela ricambiare. Kaoru diventa la persona più importante per Kenshin e come tale punto di forza e di debolezza, perché è impossibile per il rurouni dimenticare cosa accadde quando si innamorò la prima ed unica volta oltre dieci anni prima.
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