 Millennium Member
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Un lupo sarà sempre un lupo... uno shinsengumi sarà sempre uno shinsengumi... ed un assassino sarà sempre un assassino, vero Battosai?
Puoi domare un cane con del cibo, puoi domare una persona con del denaro, ma niente può domare un lupo di Mibu.
Perchè l’assassino Battosai vuole proteggere senza uccidere? Hai dimenticato? Uccidi. Il Male. All'istante. (AKU SOKU ZAN) Questa era l'unica verità che dividevamo con l'assassino.
Il vagabondo che non uccide ti rende debole.
Dieci anni... sono solo due parole. Ma viverli sono un tempo molto lungo.
Un uomo che non riesce a mantenere i suoi ideali è patetico, vivo o morto
Nome: Hajime Saito. Nell'Era Meiji assume il nome di Fujita Goro. Kenshin Himura lo definisce "L'ultimo lupo di Mibu ad avere ancora le zanne".
Età: Hajime Saito non è una creazione immaginaria del mangaka Watsuki, ma è la libera interpretazione di un personaggio storicamente esistito: Hajime Saito, comandante della Terza Unità degli Shinsengumi, nato nel 1843 e spentosi nel 1915. Pertanto nel 1878 (11° anno Meiji) ha 35 anni.
Scuola d'arme: Hirazuki (la tecnica di spada ideata dal genio militare Hujitaka Toshizo, vice-comandante degli Shinsengumi), da Saito ulteriormente perfezionata nel Gatotsu.
Storia: Negli anni della Rivoluzione, Hajime Saito è il comandante della Terza Unità degli Shinsengumi, il gruppo di vigilanza con il compito di mantenere l'ordine a Kyoto. Poiché gli Shinsengumi erano i diretti avversarsi militari degli Imperialisti, Saito ebbe presto modo di confrontarsi con il mito di sangue dell'assassino Battosai. Saito e Kenshin, infatti, ebbero spesso modo di incrociare le loro lame, in duelli che, per cause circostanziali, si concludevano in uno stallo. Con il crollo dello shogunato e l'ascesa del Governo Meiji, gli Shinsengumi furono sciolti e per Hajime Saito inizia una nuova vita come Fujita Goro, tranquillo poliziotto con il grado di vice-brigadiere. In realtà l'identità di Goro nasconde il suo vero incarico: agente segreto alle dirette dipendenze del Ministro degli Interni, impegnato nella difesa della pace civile del nuovo ordine e nell'indagine sulla corruzione trai membri del Governo. La strada di Saito si intreccia nuovamente a quella di Kenshin Himura quando, allarmato dal pericolo rappresentato da Shishio ed i suoi uomini, l'onnipotente Ministro degli Interni Toshimichi Okubo (anche quest'ultimo personaggio storicamente esistito: Toshimichi Okubo, Katsura Kogoro e Saigo Takamori furono i tre grandi patrioti imperialisti che portarono al crollo dello shogunato ed alla Restaurazione Meiji) ordina a Saito di testare le capacità attuali di Himura in vista di un reclutamento ("Rapporto della missione, signore: Himura Kenshin è completamente inutile, ma Himura Battosai potrebbe essere di un qualche aiuto. Fine del rapporto"). Il duello tra Kenshin ed il lupo di Mibu è uno scontro che attende da dieci anni di essere concluso... uno duello che per la prima volta nella lettura del manga rivela senza alcuna attenuante lo spirito del leggendario Battosai che Kenshin cela in sé... un duello che il sopraggiungere del Ministro Okubo interrompe ancora una volta. Nel proseguire della storia (prima contro Shishio e poi contro Enishi)Kenshin e Saito si troveranno sempre schierati dalla stessa parte, finché, alla conclusione del manga, Kenshin è consapevole di avere l'obbligo di pareggiare l'antica sfida in sospeso con Saito. Ma la lunga notte fissata del il loro solitario duello trascorre senza che il lupo di Mibu si presenti in campo: "Il nemico che volevo fronteggiare era l'assassino Battosai, non quell'uomo. Un lupo è sempre un lupo, uno shinsengumi è sempre uno shinsengumi ed un un assassino è sempre un assassino... questo è ciò che credevo ma sembra infine che mi sia sbagliato".
Caratteristiche personali: Saito è uno dei personaggi più straordinari di "Rurouni Kenshin" e dell'intera produzione manga. Mi è stato difficile selezionare quali sue frasi riportare in questa sezione, perché la sua personalità è così spiccata che ogni sua battuta meriterebbe di essere quotata. Saito è un uomo duro, tagliente, spigoloso ed al contempo dotato di quel particolarissimo sarcastico humor che gli permette di sintetizzare in poche parole un'intera situazione. Leggendari sono i soprannomi che affibbia impietosamente alle figure femminili della storia: "Dopo un procione (Kaoru) ed una volpe (Megumi) adesso hai raccolto anche questa ragazzina-donnola?" dice sardonico a Kenshin, suscitando le ire della 'donnola' Misao, quietata da Kenshin con un serafico "Se ti arrabbi per ciò che dice quest'uomo, sarai arrabbiata per il resto della vita". Fonte di divertimento per il lettore è il suo pessimo rapporto con il giovane Sanosuke (che semplicemente detesta Saito senza neppure vedersi degnato di una qualche considerazione). Dritta al cuore va la frase che rivolge asciutto a Kaoru: "Per Battosai non sei altro che un punto debole". I suoi ricordi della Rivoluzione offrono anche un altro volto del lupo di Mibu: il rispetto profondo ed il senso di solidarietà che lo univa ai suoi compagni shinsengumi, primo tra tutti il giovane Okita Souji, di cui spesso prende il posto in campo quando le sue condizioni di salute inesorabilmente si aggravano.
E' comunque nel rapporto con Kenshin che si raggiungono le vette più alte nella caratterizzazione di questo personaggio: è Saito, in verità, ad incarnare l'autentico antagonista di Kenshin, un antagonismo che non è di spada, ma di morale e che, genialmente, non giunge in un distruttivo conflitto, ma convive su due parallele. Sia Kenshin sia Saito incarnano due diversi modi di guardare alla giustizia: per Himura è l'espiazione e la morte nulla più di una facile via per sfuggire ai propri peccati; per Saito, fedele al motto degli shinsensgumi, la giustizia è 'Estirpare il male all'istante' (Aku Soku Zan). Sia Saito sia Kenshin possiedono una visione etica profondamente attiva (in ciò si distinguono dall'eremitismo di Hiko Seijuro), ma se per il rurouni la via da seguire è porre la propria spada al servizio dei deboli senza mai più spezzare alcuna vita, per il lupo di Mibu la spada va affondata a morte nella corruzione, senza esitazione né incertezza. Saito è anche l'uomo di valore della parte sconfitta che viene integrato nelle fila dei vincitori e riesce a mantenersi fedele a sé stesso perché realmente devoto solo al suo codice, il codice degli shinsengumi, un qualcosa di più alto ed indipendente dal colore politico di chi siede al potere. All'istinto rovente del guerriero, comunque, si accompagna la profonda razionalità e buon senso che denotano la sua quotidianità borghese: Hajime Saito, nell'Era Meiji, è l'ultimo lupo di Mibu ad avere ancora le zanne, ma è anche un uomo sposato e padre di famiglia. Alla sua resa si accompagnano particolari estremamente umani: la sua passione per la cucina semplice delle trattorie tradizionali e, soprattutto, le sigarette che fuma incessantemente, piccolo vizio che nella nuova era ha sostituito il suo piacere per il sakè.
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